Il mondo ha paura delle nostre emozioni

Viviamo in un mondo che ci impone di essere sempre belli, forti, sorridenti, coraggiosi, all’altezza della situazione, super informati. Forse dovrei dire che ci impone di mostrarci in questo modo, anche se la realtà è ben diversa.
In fondo, sono le apparenze che contano, no?

Ecco, in questo mondo io non ho paura di dire a voce alta che… Ho paura. O che non mi sento all’altezza. Che sto male. O che sono ignorante su un argomento.

E non dico queste cose per cercare di sfuggire alle situazioni, per liberarmi dai miei doveri, per isolarmi…
No, lo dico semplicemente quando mi sento di doverlo dire. Perché è la verità, e io continuo ad essere una povera stupida che crede ancora nel potere dell’onestà.

Dico che ho paura quando cerco conforto. Metto da parte l’orgoglio e affermo di non essere all’altezza per non rischiare di fare dei danni, accettando compiti che non posso portare a termine. Ammetto la mia ignoranza perché voglio essere istruita. Condivido la mia sofferenza per aprirmi al prossimo.

Questo mondo che ci vuole sempre “iper”, però, ha paura della verità. Ha paura della nostra paura.

Come quando qualcuno ti chiede “Come stai?”.
Ormai è diventata una domanda retorica, alla quale non occorre neppure rispondere, una frase fatta, detta a mo’ di saluto.

Fate questo esperimento. In una giornata in cui vi sentite a pezzi, invece di sforzarvi per sorridere e rispondere “Bene, grazie!”, come fate sempre, provate a dire la verità.
“Sto male, grazie.”
Il vostro interlocutore resterà di stucco: non era di certo la risposta che si aspettava!
Poi, molto probabilmente, si sentirà in dovere di chiedervi cos’è successo, anche se non gliene importa un fico secco.
Forse si arrabbierà pure: perché non hai risposto “bene”, come fanno tutti?

Per qualsiasi vostro problema, lui/lei avrà pronta una soluzione. Un consiglio. Una frase di circostanza. Probabilmente cercherà di minimizzare il vostro dramma, qualunque esso sia. E poi cercherà di tagliare la conversazione e andarsene il prima possibile.

Lo so perché lo provo continuamente sulla mia pelle! O, almeno, lo provo da quando ho deciso di essere una persona più onesta e meno criptica. Scioccamente speravo che, mettendo a nudo i miei sentimenti, sarei stata maggiormente rispettata.

E così mi capita di chiedere di non parlare di un determinato argomento perché mi fa stare male. Di interrompere una conversazione perché mi sto sentendo a disagio. Proprio ieri sera ho ammesso davanti a mio marito e una coppia di nostri amici quanto una certa persona mi avesse “ferito dentro, nell’anima”.

Purtroppo, mettermi a nudo non mi fa sentire più onesta, ma solo ingenua, debole, sciocca. Non vengo rispettata, ma derisa.

Il mondo non vuole parlare di emozioni. Soprattutto quando esse che ci fanno apparire “deboli”. Il mondo non vuole che mostriamo apertamente la nostra sensibilità, paura, sofferenza. Ci vuole menefreghisti, altezzosi, spocchiosi, vendicativi.

Ma io non sono capace di “lasciarmi scivolare le cose addosso” (il consiglio n. 1 che mi sento ripetere da anni!).
Non sono capace di evitare la sofferenza, e non perché sia masochista, ma perché non riesco a ignorare le situazioni che mi fanno stare male. E non posso decidere io cosa mi fa soffrire e cosa no!

Sono come un vaso di Pandora traboccante di emozioni; se osassi tenermele dentro, prima o poi scoppierei, e non oso pensare a cosa succederebbe…

Ecco, allora sì che il mondo dovrebbe avere paura.

E io continuerò a mettermi a nudo, finché il mondo non mi accetterà…

Immagine da Pixabay

4 pensieri riguardo “Il mondo ha paura delle nostre emozioni

  1. A te non succede mai che, una volta espressa la tua incapacità o timore nel svolgere un conpito, tu venga guardata con occhi diversi? Oppure considerata diversamente? Parlo in negativo… come se ammettere una propria “debolezza” (passami il termine) ti etichetti come persona che non crede in sè stessa. A me succede spesso e mi chiedevo se anche a te accade la stessa cosa.

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    1. Sì, certo. E invece vengono elogiare persone che magari sono pure incompetenti, ma, diversamente da me, sono capaci si riempirsi la bocca di paroloni, sollevare tanto fumo e far credere di saper fare chissà cosa! Un giorno scriverò un post sul bel trattamento che ho ricevuto dopo il rientro dalla maternità 😦

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