Cosa ci faccio qui?

Le giornate scorrono veloci, spesso non c’è neanche il tempo di prendere fiato.

La mia testa, però, lavora in continuazione, non si ferma mai; i miei pensieri, le mie paure, le mie emozioni, formano un vortice inarrestabile.

Nel bel mezzo di una giornata incasinata, mentre corro da una parte all’altra per adempiere ai miei doveri, accontentare tutti e nel frattempo cercare di restare in equilibrio e mantenere una certa sanità mentale…

A volte mi fermo. Mi ascolto. E mi sento.

E mi chiedo… “Ma come sono finita qui? È davvero questa la mia vita?”

È come se vivessi perennemente in apnea, e quando oso scandire questo pensiero nella mia testa (no, non ho il coraggio di pronunciarlo ad alta voce), riuscissi a respirare.

Ma poi mi manca subito il fiato, perché ho paura a rispondere a questa domanda.

Non mi sono mai sentita al mio posto.

Ho sempre messo i miei desideri al secondo – se non all’ultimo – posto.
Per paura.
Perché mi sono lasciata trascinare dai desideri altrui.
Perché pensavo di non potercela fare. Perché mi è stato fatto credere che i miei sogni fossero insulsi,inutili. Troppo difficili da raggiungere, per me.
Perché i desideri degli altri erano più importanti, e incompatibili con i miei.

E ora mi trovo con una vita che non ho scelto. No, anzi, non voglio fare la vittima. Ho scelto quasi tutto quello che ho. Solo che l’ho scelto per i motivi sbagliati. Ho preso la strada più facile, quella verso cui sono stata spinta, quella che mi hanno convinta fosse giusta per me (anche se sapevo che non era così!), la strada verso l’infelicità.

Non so come fare per uscirne, per cambiare le cose.

Non sono più una ragazzina che può permettersi di ribellarsi, di provare a cercare la sua strada: sono un’adulta con delle responsabilità, anche verso altri esseri umani.

Non posso decidere di cambiare la mia vita senza arrecare danno a chi amo…

Sono incastrata!

È finito il tempo dei sogni, ora resta quello della realtà!

Non è tutto da buttare, eh. Ci sono tante meraviglie nella mia esistenza, che non cambierei con nient’altro al mondo!

Ma non posso fare a meno di chiedermi se potrei essere più felice, felice davvero, se avessi preso una strada diversa.

Se non mi fossi fatta influenzare da altri, plagiare, se avessi osato seguire i miei sogni, provare a trovare il mio percorso da sola…

Perché non sono stata più sicura? Più coraggiosa?

Sarei più felice? Oppure le persone come me, quelle che hanno un vortice di pensieri ed emozioni che le tormenta notte e dì, sono destinate a vivere con un sottofondo di malinconia e rimpianto?

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