Supereroi

In questo mondo non c’è spazio per le imperfezioni.
Le incertezze. Le paure. Le debolezze. I malumori.

Il mondo ci vuole tutti belli. Perfetti. Amabili. Socievoli. Coraggiosi.

Dei supereroi, in pratica.

Conosco molte persone che si sentono “super”.
Io, invece, mi sento, semplicemente… Un essere umano.
Ammetto di poter sbagliare. Di avere dei limiti. Cerco di superarli, quando posso, ma con il tempo ho imparato ad accettarli.


Con il passare degli anni ho anche imparato ad assumermi la responsabilità dei miei errori e a cercare di non ripeterli, anche se so che ne commetterò di nuovi…
E questa consapevolezza mi spinge a prestare più attenzione alle mie azioni.

Non mi sento invincibile, né ambisco ad esserla.
Penso che nessuno di noi lo sia davvero. I supereroi esistono solo nei film, o nei fumetti.
Eppure, molta gente recita questa parte, come se fossimo davvero attori su un set cinematografico, e non persone che cercano di barcamenarsi in una vita più imperfetta e incasinata di noi…
Non sarebbe noioso, se fossimo tutti, veramente, perfetti?

Perché è così difficile accettare i propri limiti? Ammettere di aver bisogno di aiuto?

Sembra che le persone siano sempre in competizione gli uni con gli altri! Per qualsiasi cosa, in qualsiasi ambito…

Io so di avere una bassa soglia del dolore. Quando si è trattato di decidere dove partorire, ho scelto un ospedale che praticasse l’epidurale. Non mi sono vergognata per questo. Perché partorire con dolore, quando potevo farlo senza soffrire?

Tante donne, tra cui una mia amica, si vantano di aver partorito senza anestesia. Di aver sofferto senza urlare né agitarsi. I papà fanno i complimenti alle loro compagne per il coraggio dimostrato, per aver patito in silenzio.
Ma… Perché? Perché soffrire in silenzio sarebbe un vanto? A me sembra soltanto sciocco non approfittare degli strumenti che la Medicina ci offre per stare meglio!

E quindi io, che ho imprecato, urlato e minacciato le ostetriche e preteso l’epidurale, sarei una mamma e donna meno forte, meno brava, di chi ha partorito senza agitarsi?

Per non parlare di chi confronta i parti cesarei con quelli naturali… Non sono poche le persone che ritengono le mamme che hanno partorito con il cesareo inferiori a quelle che hanno avuto la fortuna di partorire naturalmente!

E non è solo nel mondo delle mamme (un mondo ben più oscuro di quanto non credessi quando ero in dolce attesa!) che trovo queste stupide competizioni.

Ovunque, in ogni aspetto della vita, noto che le persone cercano di primeggiare, di esaltare se stesse a scapito degli altri.
C’è la gara a chi resiste più tempo in ufficio senza andare a fare la pipì (non sto scherzando), a chi si ferma di più al lavoro, a chi completa il maggior numero di pratiche…
La gara a chi ha i capelli più in ordine…
A chi ha i figli più belli e bravi…
I vestiti più firmati…
A chi ha più amici…
A chi riceve più like sui social (e non parlo solo degli adolescenti, ahimè!)

Beh, gente, io non ci sto.

Ho una bassa soglia del dolore. E, se sto male, mi lamento.

Mi piace lavorare, ma quando la pipì scappa, scappa. E sì, ca##o, vado in bagno!

Mio figlio ha un ritardo del linguaggio, e non mi vergogno a dirlo, né minimizzo il problema: a chi me lo chiede, dico le cose come stanno.

Io e Marito non possiamo avere figli, e anche questo è un dato di fatto, qualcosa che non ci rende più deboli: è semplicemente la verità, una verità di cui non abbiamo colpa, ma che esiste, e influenza le nostre vite. Le influenzerebbe anche se facessimo finta di niente!

Sono socievole, quando voglio, ma molto selettiva. La verità è che la maggior parte delle volte desidero essere lasciata per i fatti miei!

Ho il naso pronunciato; potrei sottopormi ad un intervento di chirurgia plastica, ma chissenefrega: è il mio naso, il mio tratto distintivo, e lo tengo così.

Spesso mi emoziono in maniera inappropriata. Piango in situazioni e luoghi non consoni.

Mi capita di partecipare a conversazioni di cui non conosco l’argomento. Essendo molto curiosa, voglio saperne di più, chiedo sempre informazioni: la maggior parte delle volte vengo derisa per la mia ignoranza.
Eppure preferisco la mia onestà, a tutte le persone che quotidianamente fingono di essere onniscienti…
Perché viene deriso chi ammette di non sapere? Di voler imparare?

Ho già da tempo diversi capelli bianchi. E qualche rughetta sul viso. Mi sono sentita dire che devo assolutamente coprire i capelli bianchi, e devo per forza imparare a truccarmi per coprire le rughe.
Ma… Perché?
Sto diventando grande, il mio corpo sta cambiando, è la naturale evoluzione dell’uomo…
Perché il nostro essere umani fa così paura?

Io mi vado bene così.
Con le mie imperfezioni, i miei tentativi di migliorare, ma non di stravolgere me stessa.

Non devo, non dobbiamo essere supereroi.
Chi l’ha deciso?
Perché è così importante piacere, essere belli, ben vestiti, sempre in forma, sorridenti, sopportare ogni sofferenza senza lamentarsi?

Perché le imperfezioni fanno così paura?

Voi cosa ne pensate?

Vi sentite supereroi o esseri umani?

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