Lasciarmi amare

Per me è una gran fatica manifestare l’affetto a parole. Con il corpo, poi, non ne parliamo.

E faccio altrettanta fatica ad accettare le manifestazioni di affetto, o stima, che ricevo!

Non sono stata abituata all’amore. Sono stata però abituata a considerare me stessa una fallita, una buona a nulla. Almeno, è questo che mio padre ha sempre detto di me.

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Natale

Il Natale scatena in me emozioni contrastanti.

Amo allestire il nostro albero di Natale, spelacchiato ma bellissimo, insieme al mio bimbo, e il presepe, a cui manca sempre qualche statuetta (quest’anno ho perso un Re Magio!)
Riempire la casa di addobbi di dubbio gusto, almeno secondo Marito.
Preparare il calendario dell’Avvento per mio figlio.
Leggergli favole e guardare cartoni a tema natalizio.
L’odore di cannella. Le candele accese. I regalini inaspettati da parte delle colleghe. Le luci che illuminano il centro. Mi piacciono persino quegli orribili Babbo Natale che si arrampicano per le facciate delle case!

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Ritrovarsi

Ho scritto quel messaggio due anni fa.

“Prendiamo un caffè insieme, ti va?”

Non ho mai avuto il coraggio di premere “invio”.
L’ho tenuto tra le bozze per tutto questo tempo…
Fino a ieri, quando sono riuscita finalmente a inviarlo.
La risposta, quella risposta che tanto temevo, è stata positiva.

E, così, dopo ben due anni di silenzio, ho rivisto la mia amica L.

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Stupido, stupido cuore

Ieri ho rivisto mio padre.

Ci siamo parlati l’ultima volta tre anni e mezzo fa, quando l’ho incontrato per caso al supermercato.
Quella è stata l’unica volta in cui abbia visto mio figlio, il suo unico nipote, e l’ultima in cui abbia incontrato la sottoscritta…. Ovvero la sua, altrettanto unica, figlia.

Prima di allora, ci eravamo incontrati nel 2013 (di nascosto da mia madre, che è sempre stata gelosa di noi – giusto per farvi capire in che famiglia disfunzionale sono cresciuta).

Incontro che mi fece capire che avevo perso per sempre mio padre, e che non ci saremmo mai più ritrovati. Soprattutto, che a lui non interessava affatto ritrovarmi.

Ieri l’ho visto solo per un attimo, io ero in macchina e lui stava andando in bici nella direzione opposta. Non mi ha vista.
E’ cambiato tantissimo. I suoi capelli erano tutti argentati. Beh, è normale, dato che ha quasi 60 anni.

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È stato il bambino con la maglietta grigia

Mio figlio, soprannominato PuntinoLuminoso, ha un ritardo del linguaggio piuttosto importante.
A quasi 4 anni, praticamente ancora non parla e il suo vocabolario è formato da pochissime parole.

Mi sono accorta che c’era qualcosa che non andava quando aveva solo due anni. Tutti, parenti compresi, dicevano: “prima o poi inizierà a parlare e non lo sopporterai più!”, ma io ho seguito il mio istinto e ho parlato della questione con la pediatra.

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I limiti (2)

I miei limiti vengono spesso violati.
Non sono capace di farli rispettare, eppure non mi sembra di mandare i messaggi sbagliati. Non penso di invitare il prossimo a varcare i miei confini; nonostante questo, mi ritrovo spesso a subire una violazione del genere… Che, ogni volta, mi rende un po’ più debole.

Avevo solo quindici anni quando un ragazzo più che ventenne mi mise le mani addosso.
La mia amica S. mi aveva forzata ad andare in discoteca di nascosto con due ragazzi, decisamente troppo grandi per noi.
Mi forzò a suon di “sei una codarda” e “con te non ci si può mai divertire”.
E io non volevo deludere un’amica.

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Tempo

Il tempo mi fa paura.

Scorre troppo veloce, quando vorrei che si fermasse, e sembra non avanzare mai, mentre vivo momenti che vorrei dimenticare al più presto.

Il tempo non è mai al passo con i battiti del mio cuore, con il ritmo dei miei desideri.

Sento che non è mai sufficiente.
Non ho mai abbastanza tempo per fare tutto ciò che amo, per amare tutti coloro a cui vorrei donare il mio amore.

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