Non ho più sogni nel cassetto

“Ma come fai?” mi chiedono, con un tono che è un mix tra ammirazione, stupore e compatimento.
Non lo so. Lo faccio, e basta.
“E dove lo trovi il tempo?” Ecco un’altra domanda alquanto gettonata.
Sai, non ho una gran vita sociale.
“Io non lo farei mai!”
Mmh… Ok. Tu non sei me. Io non sono te.
“Perché lo fai?”

Già. Perché?

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W la libertà

Qualche mattina fa ho accompagnato mio figlio all’asilo, come al solito. Dopo averlo salutato mi sono fermata nell’atrio all’ingresso per rimettermi le scarpe (per motivi igienici non si possono tenere all’interno dell’asilo).
In quel momento è entrato un giovane papà con il suo bimbo, che avrà avuto 18 mesi.
Il bimbo continuava a fissare le mie scarpe, mentre le indossavo. Quel giorno avevo degli stivaletti con il tacco.
“Ti piacciono le mie scarpe, piccolino?” ho chiesto al bimbo, così, per scherzare.
In tono decisamente troppo serio per essere solo le 7.30 del mattino, il papà è intervenuto dicendo: “Meglio di no, eh, Paolo… Quelle scarpe sono da femmina, non guardarle!”

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La malattia della normalità

Ultimamente mi è capitato di sostenere diverse conversazioni su persone che, agli occhi del mondo “normale”, sono “impazzite” tutto d’un tratto.

C’è chi da un momento all’altro ha mollato la fidanzata e il lavoro e ora si barcamena tra un lavoretto e l’altro…

C’è la collega che ha preteso dall’azienda di essere trasferita nella sede situata in una grande città… Ora si è trasformata in una pendolare che esce da casa all’alba e torna quando è notte.

C’è l’amico che ha interrotto il fidanzamento ultradecennale ad un passo dalle nozze,  chi ha mollato un impiego sicuro e ben pagato per andare a lavorare la terra.

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W Halloween!

Mi è sempre piaciuto Halloween.

E no, per favore non iniziate a dire che è una “carnevalata”, una stupida festa importata dall’estero, che le nostre tradizioni in onore dei morti sono migliori ecc. ecc.
Non ho intenzione di scatenare qui la solita, annuale, polemica Halloween vs Tradizioni Italiche, ma solamente condividere con voi i miei ricordi.

Ho vissuto negli States e mi sono portata nel cuore diverse tradizioni americane, ma amo Halloween da ben prima di andare a studiare all’estero, e lo amo proprio perché è una carnevalata! Così considero questa festa, una specie di secondo Carnevale, e credo che per onorare i morti ci siano ben altri modi, più rispettosi. Questa è solo una festa come un’altra, almeno per me.

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