Di notte, sentire

A volte soffro di insonnia. E allora mi giro e rigiro nel letto, nervosamente, finché non decido di restare immobile e aspettare, speranzosa, che il sonno mo abbracci.

Spesso occorre molto tempo, e in quei lunghi minuti tendo l’orecchio e scopro che la notte, benché buia e immobile, è piena di mille rumori diversi.

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Ipersensibilità: dono e condanna

Essere una persona altamente sensibile è un dono e una condanna, al tempo stesso.

Io sento. Sento tutto.

Sento tutto in maniera molto più amplificata rispetto alle altre persone.

Ne sono sempre stata consapevole, fin da bambina.
Non riuscivo, come facevano i miei compagni di classe, a deridere i ragazzini più sfortunati di me.
Mi sentivo il cuore stringere in una morsa quando vedevo una persona anziana camminare lentamente per la strada.
Provavo un enorme senso di colpa se per sbaglio pestavo una formica, e stavo male se mio padre uccideva un ragno in casa.

Diventando adulta queste sensazioni si sono fatte sempre più forti, perché ovviamente sono sempre più consapevole della sofferenza che ogni giorno si manifesta attorno a noi.

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I limiti

libroDa qualche giorno ho iniziato a leggere “Le persone sensibili sanno dire di no” di Rolf Sellin, lettura consigliata nel gruppo di auto/mutuo aiuto per noi PAS a cui sono iscritta.

Il mio cuore vorrebbe divorare questo libro, ma la mia mente mi impone di rallentare, di assimilare bene ogni parola, di fare mio ogni consiglio per poi metterlo in pratica.

Mi ritrovo in ogni frase che leggo, in ogni situazione descritta, e sto sottolineando questo libro come una matta.

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